"Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista."
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Magliano Sabina (RI)

Magliano Sabina (Majjàno in dialetto maglianese, Majjànu in dialetto sabino) è un comune italiano di 3 693 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio

Dislocato sul confine tra Lazio ed Umbria si trova ai confini con la provincia di Terni e la provincia di Viterbo. Il centro abitato sorge a 222 metri di altitudine su una collina che domina la Valle del Tevere. Il territorio è caratterizzato da un andamento collinare che precede la catena preappeninica dei Monti Sabini. Il torrente Aia confluisce nel Tevere nel territorio comunale di Magliano Sabina.

Alle origini il territorio era ricoperto dal mare, successivamente da un lago, detto Tiberino. Nel Pliocene emersero le colline attuali, dove ossidiane e selci lavorate indicano la comparsa dell'uomo. Le necropoli del Giglio, di San Biagio, di Castellano e di Collicello restituiscono reperti di un villaggio arcaico. Ville rustiche di età repubblicana e imperiale in tutto il territorio, e un nucleo abitato nella valle del Tevere, denominato Catiliano (oggi stazione dell'Autostrada del Sole-A1), testimoniano la conquista romana.

Dopo la guerra goto-bizantina, i Longobardi occupano Catiliano, posto al confine con lo Stato della Chiesa, e si stanziano nel “luogo chiamato Malliano” (VIII secolo), dove si trovano la chiesa di Santa Eugenia e quella di San Giovenale (817). Qui nasce il primo nucleo urbano, che subisce dall'876 al 913 le incursioni dei Saraceni. A difesa si costruisce il castello di Santa Eugenia. Nel XII secolo Magliano è già una fortezza ben munita e importante, tanto che ospita nel 1155 Adriano IV e Federico Barbarossa] ed è soggetto al papato. Nel 1278 gli abitanti sono circa 1.500. In questo periodo si scontra con il comune Narni, con cui stabilisce un patto di amicizia. Nel 1311 il senatore capitolino, Ludovico di Savoia, assoggetta Magliano al Comune di Roma.

el secolo XV, grazie al porto fluviale, Magliano gode di una sostanziale ricchezza. Alessandro VI (1495) elegge Magliano sede della Diocesi Sabina e lo fregia del titolo di città. Il 26 gennaio 1593 il cardinale Paleotti istituisce il Seminario Sabino], vi sono sette chiese parrocchiali, alcuni conventi ed un istituto di ospitalità. Conta circa 3500 anime. La costruzione di Ponte Felice (1598-1623), voluta da Sisto V, elimina il porto fluviale, fonte di ricchezza, ma la deviazione del Tevere per la costruzione del ponte genera acque stagnanti, che diffondono epidemie. Magliano si avvia verso una diffusa miseria.

Nel 1600 «Ha questa Città, oggidì per le miserie de' tempi, assai scaduta dal suo antico splendore, e che non gli rimasto poco più altro di onore, se non quello del Trono Vescovile, il territorio non è molto fertile, né meno, per la scarsezza del popolo, molto coltivato». Il capo priore manda gli elenchi dei miserabili e i debiti della Comunità, al posto delle previsioni di bilancio. Nel 1700 « … questa Città videsi nella dura necessità, che questa Popolazione dovesse abbandonare le proprie Case, e fissare la rispettiva residenza chi negli Orti esistenti dentro la medesima, e chi nelle proprie Campagne... ». Inoltre «Nella Comunità di Magliano in Sabina per causa di terremoti, e tempi di piogge, molte famiglie oneste muoiono per la fame, per cui si deve provvedere... ». La popolazione si riduce a circa 1800 abitanti.

Nel periodo napoleonico Magliano è sede di cantone ed entra nel Dipartimento del Tevere. Agli inizi del 1800 la comunità conta 1214 abitanti; negli anni Venti ha 1387 anime, che diventano 1634 al tempo del cardinale Carlo Odescalchi (1833-1836). Nel 1847 Pio IX toglie al Comune di Roma i diritti di vassallaggio su Magliano dopo 536 anni. Passata la breve esperienza della Seconda Repubblica Romana, la città entra nella Delegazione di Rieti (1850) e ha una popolazione di circa 2000 abitanti.

Dal 1860 al 1870 è terra di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno d'Italia, ed appartiene alla Provincia dell'Umbria (in seguito di Perugia). La popolazione passa da circa 2000 abitanti del 1860 ai 3108 del 1870, nonostante una violenta epidemia di colera (1867) avesse mietuto circa cento vittime in tre mesi. Alla vigilia della presa di Roma, nel settembre 1870, il Generale Raffaele Cadorna insedia a Magliano il suo stato maggiore per attaccare lo Stato Pontificio.

L'apertura verso Roma, grazie alla linea ferroviaria Roma-Orte (1866), dà un forte impulso al commercio e all'agricoltura. Nel 1904 scoppiano moti contadini di risonanza nazionale. Nella Prima Guerra Mondiale Magliano registra molti caduti al fronte. Nel 1919-1920, i contadini occupano le terre da coltivare, e si scontrano con le squadre fasciste. Durante il Fascismo i territori dei Comuni e delle Province vengono modificati: Magliano passa dalla Provincia di Perugia a quella di Roma (1923), e nel 1927 a quella di Rieti.

Negli anni fra le due guerre mondiali beneficia di un'economia florida, ma con la guerra va verso un'inesorabile decadenza. Nel Dopoguerra si riprende, ma nel 1956 una stagione inclemente colpisce l'agricoltura e spopola le campagne. I lavori per la costruzione dell'Autostrada del Sole (fine anni Cinquanta) portano lavoro e benessere. Dopo l'inaugurazione del casello dell'A1 (1963) Magliano conta intorno a 4.000 abitanti, che negli anni settanta scendono notevolmente a circa 3.500, per attestarsi a poco più di 3.800, quanti risultano oggi.

Architetture religiose

Chiesa romanica di San Pietro

Cattedrale dei Sabini-Duomo di San Liberatore

Santuario della Madonna delle Grazie

Cripta protoromanica della Madonna delle Grazie

 

Santuario di Santa Maria delle Grazie

Chiesa di San Michele Arcangelo

Santuario della Madonna di Uliano (Loc. Colle Sala)

Chiesa della Madonna degli Angeli (Loc. Angeli)

Chiesa dei Santi Cesareo e Rosa (Loc. Berardelli)

Chiesa di Santa Serena (Fraz. Foglia)

Architetture civili

Palazzo Vannicelli (oggi Municipio)

(ex) Seminario Vescovile

(ex) Edificio Scolastico

Ospedale vecchio

Porta Santa Croce

Porta Romana

Fontana Unità d'Italia

Torre Civica

Villa Solimani-Mariotti

Palazzo Orsolini-Cencelli

Palazzo Gori (oggi Museo)

Belvedere Giuseppe Mazzini

Monumento ai caduti della guerra del 1915-18

Ponte Felice sopra al Tevere tra il Borghetto e Magliano in Sabina nel 1676.

Monumento de La Memoria (Loc. Frangellini

Per quanto riguarda i resti archeologici si segnalano:

I ruderi in loc. S. Lorenzo del porto romano sul Tevere denominato Captiliano;

Resti sporadici romani;

Sepolcro romano di Foglia;

Villa romana in loc. S. Sebastiano, forse appartenuta alla famiglia dei Claudi per il rinvenimento di frammenti di doli che riportavano tale famiglia.

Villa romana in loc. Porto S. Agata, situata su un costone a strapiombo sul Tevere, dove era presente anche il porto romano di Foglia. La villa sembrerebbe aver avuto la doppia funzione di abitazione e magazzino per le merci. L'Opus reticolatum è databile alla fine del II- I secolo a.C..

Fonte Wikipedia


Come arrivare a Magliano Sabina

In macchina: 

Si può raggiungere la Sabina uscendo dall'autostrada Roma-Firenze all'uscita "Fiano Romano", "Ponzano Soratte" oppure "Magliano Sabina".

In aereo: 

L'aereoporto più vicino è Roma Fiumicino. Per saperne di più, visitate il sito Aeroporti di Roma.

Biglietti per i Mezzi Pubblici: 

 

Si può viaggiare nella Sabina usando i biglietti speciali "Metrebus", validi per tutti i mezzi pubblici di Roma e dintorni. Per saperne di più, visitate il sito Metrebus.

 In treno: 

E' molto facile arrivare in Sabina utilizzando le linee Fiumicino Aereoporto-Orte, oppure usufruendo del servizio metropolitano Fiumicino Aereoporto-Fara Sabina. Entrambe le linee passano attraverso le maggiori stazioni ferroviarie di Roma. Per informazioni aggiornate sui collegamenti ferroviari per la Sabina, partendo da qualsiasi stazione d'Italia, visitate il sito delle Ferrovie dello Stato.

 


 Dormire a Magliano Sabina

 

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