"Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista."
Francesco d'Assisi
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Festival del Gusto e della Cultura Italiana

Paesi italiani  incontrati durante il nostro Tour

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Marta è un comune italiano di 3 427 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio.

Situato nell'Alta Tuscia, a 315 m s.l.m., in posizione pittoresca sulla sponda meridionale del lago di Bolsena, dista dal capoluogo circa 24 km.

Il paese di Marta si trova ad un'altitudine di 315 metri sul livello del mare, circondato dalla catena dei monti Volsini, la quale si snoda tutta intorno al lago con un picco di 690 metri s.l.m. nel Poggio del Torrone fra i comuni di Bolsena e Castel Giorgio. Fortunatamente le aree dei rilievi che circondano il paese sono state solo in parte usate per l'agricoltura, e quindi si possono ancora ammirare colline dal colore verde scuro ove sono presenti dei boschi.

Il paese è situato alle pendici del Monte di Marta (424 m s.l.m., di origine vulcanica), sotto il quale sorge il Santuario della Madonna del Monte. Il territorio è generalmente ricco di vegetazione, con dei boschi, ove si possono incontrare istrici, ricci, volpi, tassi e talpe, non escludendo l'incontro pure con qualche cinghiale, scoiattolo o faina.

Fanno parte del territorio comunale l'isola Martana, sul lago di Bolsena, che dista dal centro abitato circa 2 km, e il tratto iniziale del fiume Marta.

Alcuni studiosi le attribuiscono origini storiche antichissime, facendola risalire al periodo fenicio, dal quale avrebbe derivato il nome di Marath.

Altri sostengono che abbia anche avuto origini etrusche.

Dal XIII secolo sino alla sua annessione al regno d'Italia, Marta ebbe una storia travagliata: contesa fra Stati limitrofi e famiglie potenti, passò da una dominazione all'altra subendo le immancabili e dolorose traversie.

A seguito di questi eventi, si avvicendarono al governo del paese i Prefetti di Vico, i Signori di Bisenzio, le città di Orvieto e Viterbo, i capitani di ventura Fra' Moriale e Angelo da Lavello detto Tartaglia. Successivamente fu posseduta dalle famiglie Orsini e Farnese, che si alternarono nel governo del Paese, finché, nel 1537, Marta fu inclusa nel Ducato di Castro, costituito da papa Paolo III per il figlio Pierluigi, e vi rimase fino alla distruzione dello stesso, nel 1649, ad opera delle truppe pontificie di papa Innocenzo X Pamphili.

Tornata sotto la giurisdizione della Camera Apostolica, Marta restò in possesso della Santa Sede fino all'unità d'Italia, tranne che per due brevi periodi, in cui fu concessa in enfiteusi al marchese Pietro della Fargna (1788) e al principe polacco Stanislao Poniatowsky.

Nel 1927 venne distaccata dalla provincia di Roma e assegnata alla costituenda provincia di Viterbo.

Il borgo medievale è arroccato su un colle dal quale si domina la vista sul lago e le case in tufo, con le caratteristiche viuzze, scalinate, passaggi ed angoli suggestivi, sono a loro volta dominate dalla possente Torre dell'Orologio di forma ottagonale costruita su un basamento tronco-piramidale e dai resti della Rocca che Papa Urbano IV fece costruire intorno al 1260.

Architetture religiose
Chiesa Collegiata dei SS. Marta e Biagio
Chiesa del Crocifisso
Chiesa della Madonna del Castagno, XVII secolo a poche centinaia di metri dall'abitato.Prima dei lavori di rifacimento, vi era soffitto in legno dipinto a motivi tardo barocchi.Vi sono tre altari barocchi tra cui quello centrale con l'immagine su tegola della Madonna omonima.
Santuario e convento della Madonna del Monte XII secolo, sulle pendici di un colle che domina dall'alto il lago e il paese.L'interno è a navata unica e tre altari di epoca barocca.Sull'arco trionfale resti di affreschi della primitiva chiesa e sulla parete destra resto di affresco del XV secolo.
Chiesa Templare di Santa Maria delle Grazie XIII secolo(o SS. Pietro e Paolo) nel sito archeologico di Castell'Araldo(vi era chiesa, castello e foresteria) a 3 km dal centro abitato lungo la strada che da Marta porta a Tuscania.Restaurata dopo abbandono e forte degrado, mentre l'affresco sull'altare maggiore è stato asportato da ignoti.
"Madonna della Grotta" o Grotta delle apparizioni
Santuario della Madonna del Monte
Il santuario della Madonna del Monte si trova su un colle, a poca distanza dall'abitato di Marta.

Architetture civili
Torre dell'Orologio
La Torre dell'Orologio è posta nel centro storico del paese, alta circa 21 metri. Il monumento è stato restaurato negli ultimi anni, dove è possibile nel periodo estivo entrarvi e godere del meraviglioso panorama del Lago di Bolsena da quella altezza.

La torre, simbolo di Marta almeno quanto la Barabbata, è antichissima e potrebbe ben risalire ad epoca anteriore al XII secolo: ne abbiamo conferma dalle fonti storiche e in particolare dal Bussi che, nella sua storia di Viterbo, racconta che i viterbesi se ne impadronirono nel 1197, dopo averla espugnata uccidendo in battaglia Janni Macaro, che ne era il signore. Dalle vicende belliche la torre uscì probabilmente distrutta o alquanto malconcia: abbiamo infatti notizia dall'Annibali di una sua ricostruzione avvenuta nel 1323, sotto papa Giovanni XXII. Non trascorse un decennio che la torre fu nuovamente riedificata, nell'ambito dei lavori di ristrutturazione e consolidamento difensivo della rocca: dal che si deduce che nel frattempo era rovinata o era stata demolita.

Quando in questa zona arrivarono i Farnese, nel quindicesimo secolo, la torre fu quasi certamente restaurata. Ciò è testimoniato dal fatto che Pierluigi Farnese vi appose il suo stemma: il sovrastante un cimiero piumato e uno scudo con gigli seminati.

 

Cucina
Scafata
Uno dei piatti tipici della cittadina lacustre è la scafata. Le sue origini sono molto lontane, ed era diffusa soprattutto tra i ceti più poveri, quindi si basa su ingredienti estremamente semplici come le fave. La scafata in realtà è soltanto un piatto stagionale e certamente non è pari all'acquacotta. Quest'ultima infatti la si può fare in tutte le stagioni e in molteplici gusti, per esempio: alla pescatora, alla biforca, con la cicoria o con il baccalà.

Vini
La Cannaiola
La "Cannaiola" è un vino tipico martano. Nella seconda metà di luglio, viene organizzata dal gruppo culturale Il Martavello "la sagra della Cannaiola" che si svolge nelle cantine del centro storico. Il vino viene servito insieme a dolci secchi di produzione locale come i "Tozzetti" con le nocciole, le ciambelline al vino, le ciambelline all'anice, le crostate di frutta, i "ravioli" dolci con la ricotta.

La "Cannaiola" è un vino da dessert, di circa 11 gradi, ottenuto dalla vinificazione del vitigno cannaiolo nero che per le sue caratteristiche organolettiche, è simile all'Aleatico: il colore è rosso rubino, il sapore dolce e corposo con intenso aroma fruttato; la sua densità è alta e costituisce una caratteristica tipica. Il sesto di impianto prevede distanze variabili da 2 a 10 metri fra i filari, in dipendenza dello spazio riservato alle colture consociate, e da 60 cm a 100 cm fra una pianta e l'altra sul filare. I trattamenti antiparassitari seguono gli stessi schemi adottati per l'Aleatico, con la variante di interventi più frequenti contro l'oidio. Anche per la Cannaiola un serio problema è costituito dagli attacchi al grappolo maturo da parte di vespe ed api che spesso compromettono seriamente le produzioni.

Festa della Madonna del Monte (o Festa delle Passate)
La Festa della Madonna del Monte, detta anche Barabbata, ha origini molto antiche, probabilmente deriva dagli antichi riti pagani che celebravano il risveglio della natura dopo la lunga sosta dei mesi invernali. Dai documenti sappiamo che la festa si celebrava già prima del 1555. La festa, che prevede lo svolgimento di un corteo, inizia con il saluto all'alba del 14 maggio, che arriva fino al Santuario della Madonna del Monte.

 

Fonte Wikipedia

 

Dormire a Marta

 

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La Cucina di Marco


 


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